Arista con arance fritte di Tursi  

 

Difficoltà: Media    Tempo: 30 m

 

Vino: POMINO BIANCO D.O.C.

Caratteristiche Organolettiche

Giallo paglierino. Profumo intenso, fruttato dalla mela all’ananas alla pesca bianca. Gusto secco, di corpo, fresco

Caratteri del vino

Può durare 4 / 5 anni con piacevoli sorprese nei profumi particolarmente fini quando raggiunge un evoluto bouquet

 

 

Ingredienti per 4 persone:

-         Arista: 5 fette larghe battute

-         Arance di Tursi: 2

-         Peperone: 1 – ridotto a scaglie

-         Peperoncino: un pizzico

-         Aceto al tartufo: due gocce

-         Sale: q.b.

-         Olio extravergine: q.b.

 

Esecuzione

 

1.      Sbucciare le arance: tagliare le bucce a julienne e le fette a disco.

2.      In una padella larga far riscaldare l’olio extravergine d’oliva, versare le bucce tagliate (tre per ogni fetta), quindi le fette di arista.

3.      Cuocere per qualche minuto e aggiungere le fette di arancia, facendo cuocere per altri 5 minuti prima di aggiungere il peperone a scaglie e, a cottura ultimata, le gocce di aceto.

4.      Guarnire il piatto con le bucce a cresta di gallo e versare sulle fette di carne le arance e il fondo di cottura.

 

Buon appetito

 

Un po’ di storia:

Questo piatto, rivisitato, è della zona di Tursi, dove esiste un insediamento saraceno.

Si narra che intorno all’anno Mille, i Saraceni portarono a Tursi un frutto chiamato Portogallo, dalla buccia color dell’oro, e lo piantarono nella vallata della Madonna di Anglona o Pandosia.

I Saraceni erano soliti mangiare le arance a fette, dopo averle sbucciate ed insaporote con la cannella.

Gli abitanti di Tursi, ne utilizzavano le bucce rimaste, tagliandole a fette e, bollendole in acqua dolce,  ne ottenevano il “gilleppo”, ancora in uso.

Poiché agli Arabi era vietato mangiare carne di maiale, gli abitanti della zona li allevavano, e ne cucinavano le costolette fritte nel lardo e le condivano con il “gilleppo”, ben sapendo che glli Arabi non avrebbero potuto gustarle.